DFA_1956
Messaggi di Fine AnnoMessaggio di fine anno
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Italiani,
L'anno che sta per chiudersi e che parve al suo inizio segnare un confortante miglioramento nella situazione internazionale ha avuto, a metà del suo corso, una svolta che si è poi palesata densa di incognite e di pericoli.
Il fatto che nel Medio Oriente le Nazioni Unite abbiano ottenuto che le armi fossero deposte e l'una e l'altra parte in lotta rimettano il regolamento dell'aspra divergenza all'autorità dell'organizzazione internazionale, inseriva indubbiamente un elemento di speranza per il futuro. Sembravano infatti prender forma i lineamenti di una coscienza e di un costume nuovi che, ponendosi a base dei rapporti fra gli Stati e fra i popoli, ripudiano il ricorso alla violenza e si affidano alla legge morale ed alla forza del diritto.
Ma la speranza che così si annunciava è stata scossa a fondo dalla drammatica vicenda ungherese. Un popolo che null'altro chiede se non la sacra libertà di disporre del proprio destino, dopo l'esperienza di una dittatura crollata sotto il peso di confessati errori, non solo è stato sopraffatto dalla spietata reazione di armi straniere, ma si è visto negare finanche il diritto di appellarsi al giudizio di tanta parte del mondo, espresso dalle Nazioni Unite.
Il nostro paese deve purtroppo prendere atto con coraggioso realismo che ancora una volta il diritto non ha prevalso sulla forza. La solidarietà e la collaborazione, presupposti della pace nei rapporti fra i popoli, non sono che vane ed insidiose espressioni senza il pieno reciproco riconoscimento dei diritti di ciascuno e la rinuncia all'uso della violenza.
Quanti hanno il peso e la coscienza delle proprie responsabilità debbono perciò, nelle presenti condizioni, tendere a rafforzare la solidarietà dei popoli liberi per la loro difesa; ed insieme contribuire, con opportune iniziative, a che l'Europa in unità di intenti possa costituire una forza di equilibrio e di pace.
L'Europa possiede i titoli per questa missione, in virtù della sua millenaria civiltà cristiana, poiché da questa discendono come principio e come norma di azione, anche nella vita internazionale, lo spirito di giustizia, il rispetto alla dignità della persona umana, la generosa e saggia comprensione per le aspirazioni dei popoli verso l'indipendenza e la libertà.
Alla luce di questi principi, che hanno valore universale, vorrà ogni cittadino considerare, anche nel nostro paese, i suoi stessi problemi, sicché non vi sia alcuno che nello sviluppo della propria personalità faccia scarso conto dei diritti e delle esigenze altrui. Ciò del resto è nella tradizione dell'intima umanità peculiare al nostro popolo, la quale, unitamente alla tenacia e capacità di lavoro, più gli guadagna la simpatia che io ho avuto la gioia di avvertire attraverso il calore cordiale delle manifestazioni rese in me nelle mie visite all'estero.
La nostra situazione interna offre fondati motivi ad un ragionevole ottimismo, perché se si deve riconoscere che è tuttora ingente la mole dei problemi che attendono soluzione, non vi è dubbio che l'importanza e le dimensioni delle opere compiute siano tali da renderci soddisfatti del cammino percorso e da giustificare la fiducia nell'avvenire. È mai va ripetuto che noi approderemo a risultati sempre più confortanti se ci soccorreranno lo stesso spirito di iniziativa, la medesima volontà di lavoro e di collaborazione che ci hanno sorretto finora, e se il senso delle civiche responsabilità saprà evitare deviazioni pregiudizievoli per la libertà e sicurezza delle nostre istituzioni democratiche, e danni o ritardi nel progresso della nostra attività produttiva.
Italiani,
Ci spronino queste riflessioni a dare, ciascuno per la propria parte, il più volenteroso concorso alla costruzione della pace e all'opera di elevazione morale, sociale ed economica, alla quale la nazione è intenta; cosicché noi possiamo muovere in serenità e concordia verso l'anno che inizia, nel proposito comune di subordinare ogni nostra attività alla suprema esigenza di assicurare la mutua fiducia e la pace all'esterno, e un'esistenza libera e dignitosa a tutti i figli della nostra Italia.
Metadati
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Data:
1956-12-31 00:00:00 -
Presidente:
Gronchi -
Luogo:
Palazzo del Quirinale -
Categoria:
Messaggi di Fine Anno -
Tipo:
Messaggio di fine anno